sabato, febbraio 19, 2005
Parentesi pt . 5a
Un giorno addirittura mi disse che mentre stava parlandomi al telefono, sentì una voce metallica che blaterargli all'orecchio frasi poco rassicuranti. Io dall'altra parte ero in grado di sentire solo quello strano rumore.
Di sicuro qui in Italia la pratica dell'intercettazione telefonica è cosa assai diffusa, come ci illumina l'articolo di oggi.
"E' stato registrato - dice la Tim, telefonia mobile - un continuo incremento di attivazioni di intercettazioni telefoniche", e quindi è stato raggiunto "il limite delle cinquemila linee intercettabili, limite massimo attualmente disponibile".
"Il numero delle intercettazioni - è in Italia enormemente superiore a quello degli altri paesi europei"
Hey! Siamo i primi in Europa!
Anzi, siamo enormemente in prima posizione...
Chissà in quegli anni quanti potevano essere i telefoni sotto sorveglianza, e chissà se l'allaccio veniva sempre praticato sotto l'egida di una sana caccia al crimine. Spero sempre che quello di B. fosse solo un caso isolato, o una paranoia, o...cos'altro?
Presente pt. 3a
Sentir suonare più di una campana prima di dire l'ultima è sempre stato un ottimo esercizio di consapevolezza. Su internet si ha la possibilità di leggere, seppur non completamente, tutti i giornali del mondo. A volte è richiesta la conoscenza di più lingue, e molto spesso basta saper leggere un po' d'inglese, visto che sempre più testate online vengono tradotte in questa lingua.
E fa piacere che a volte qualcuno si ricordi che esiste anche l'italiano!
Leggete ad esempio il sito di Al Jazira versione italiana. Uno spasso.
Non so quanto abbia a che fare con Al Jazeera.
Beppe Grillo dice che Al Jazeera è sponsorizzata da due grandi multinazionali americane, e che il satellite da cui trasmette è lo stesso che viene usato anche dalla CNN. In effetti è un network che ha base in Qatar, che è una sorta di base americana, come l'Italia del resto.
Val bene uno sguardo, comunque.
Presente pt. 2a
Si capisce meglio andando sul sito della CNN:
"Listen, first of all, you never want a president to say 'never.' But military action is certainly not -- it's never the president's first choice. Diplomacy is always the president's first -- at least my first choice."
"Ascoltate, prima di tutto, non vorrete mai far dire and un presidente 'mai'. Ma un’azione militare non è sicuramente – non è mai la prima scelta del presidente. La diplomazia è sempre la prerogativa prima del presidente – almeno è la mia prima scelta”.
Meno chiaro di così si muore. Appunto. Ma stiamo a vedere.
venerdì, febbraio 18, 2005
Presente
La guerra in Iraq, come confermato dagli Stati Uniti stessi, è partita basandosi su informazioni fasulle.
Ma il fatto terribile è che, adesso che la matriciana fumante è bella che servita, quelli al governo continuano a girare il coltello nella piaga, e sembra proprio che l’arma gli sia “sfuggita di mano”, colpendo anche altri paesi ai fianchi dell’Iraq: Siria e Iran.Fanno fare a Condi Rice il giro d’Europa per raccogliere consensi e collaborare insieme, per riuscire nell’intento di radicare una democrazia che è costata la morte di 100.000 civili.
Si impegnano continuamente, e danno fiducia ad un ex boiardo planetario del calibro di John Negroponte, come descrive l’articolo di Dave Lindorff “La sanguinosa carriera di John Negroponte”.
Intanto in Libano viene ucciso Hariri, e la folla inneggia contro la Siria, già nel mirino americano; gli USA replicano che non è detto che la Siria sia implicata nell’attentato (poco ma sicuro…), ma intanto fanno notare che la Siria sta giocando sporco, appoggiando la resistenza irachena.
E poi: “L'Iran non è nella nostra agenda. Per ora” – dice Condoleezza– e il giorno dopo replica aggiungendo “Teheran e Pyongyang sanno bene che non possono avere arsenali di quel tipo, spero che arrivino presto a conclusioni ragionevoli”. Il ché, ricordando che già tre o quattro mesi fa i neocons avevano iniziato a parlare dell’Iran come un potenziale pericolo e tenendo a mente la lunga sequela di ‘botta e risposta’ tra USA e Iraq, mesi prima dell’inizio della guerra, non mi fa prospettare niente di buono.
Morte. Falso dialogo. E poi via! Giù le bombe. Preventivamente.
Se mai la ragione prevarrà dopo questi anni di crisi, la faccenda della “guerra preventiva” risuonerà nella testa degli increduli lettori di libri di storia, come l’ennesima macchia nera che grava sulle coscienze dell’umanità intera, laddove la guerra in Iraq, analizzata finalmente con la dovuta dose di oggettività e distacco ideologico, unico momento di barlume intellettuale per gli stolti capaci di vedere soltanto girando indietro lo sguardo, si aggiungerà alla lunga sequela di crimini all’umanità sponsorizzati dall’umanità stessa.
Seguono tutti il pifferaio magico.
lunedì, febbraio 14, 2005
Dal tabaccaio in procinto di fallire, ancora…
Passano le settimane, poi mi rifaccio vivo dal tipo, perché mi serve qualche altro pezzo a buon mercato (davvero?).
Voglio un HD nuovo! Passare a Linux, installare più sistemi operativi in uno, e costringere in qualche modo questo amico alla mano, a darmi qualche lezione di assemblaggio hardware. Volevo in soldoni fare un po’ di esperienza, che diamine, muovermi un po’, ed avere la possibilità di fare un corso pratico senza sborsare soldi era veramente quella che per me più si avvicinava ad un’occasione d’oro. Coi fiocchi…
Il baffuto individuo annuisce e mi scruta con fare indefinibile, tutte le volte che sollevo questa mia urgenza. Dice che mi chiamerà al prossimo assemblaggio, ma per il momento non si fa altro che scambiare due parole, bere caffè su caffè, e fumare a ripetizione davanti al monitor, o ai monitors…e fortuna che qualcuno ha scoperto la nicotina, altrimenti il mio cervello sarebbe già bello che modellato da quella miriade di onde elettromagnetiche, che, da perfette indisciplinate, entrano sempre senza bussare.
E poi non parliamo di cellulari. Almeno per il momento, perché ne parleremo molto più in là, statene certi.
Stavo dicendo… bè, di caffè ce n’era in abbondanza, almeno nei primi tempi, visto che il tipo teneva un macchinetta del caffè espresso costantemente accesa nel suo salottino puzzolente, e di sigarette non ne mancavano, almeno, ripeto, in questo primo periodo di riscaldamento, visto che il negozietto di cui ho parlato qualche puntata fa, era in realtà un minuscolo sali e tabacchi, attività avviata da si tanto tempo, anche se con i giorni contati: bastava un minimo di comune senso pratico per cogliere che un’imminente catastrofe era vicina.
Era infatti il più sfornito dei tabacchi della zona (se le fumava tutte lui?), e un mondo senza tabacco che brucia è come una macchina col serbatoio pieno in sosta perenne.
Per la cronaca, scrivendo, passo dal presente al passato senza ritegno, e persevero.
mercoledì, febbraio 09, 2005
Parentesi pt. 4a
Per prima cosa, il losco automobilista parlava in inglese. Inoltre il verbo usato per descrivere l'imminente presa di provvedimenti da parte dei famigerati "uomini in nero", nel caso che B. avesse continuato con testardaggine nella sua impresa, non era semplicimente la parola inglese che sta per "eliminare", quanto un più deciso ed efficace "erase", o "cancellare".
Faccio questa precisazione perché ho ritrovato di recente un articolo in cui viene descritta una situazione molto simile, facendoci apparentemente svalicare il confine dell'umana comprensione, entrando in un mondo assai nascosto.
Il passo interessante, scritto in una rivista specializzata da Richard Dolan, nel 2001, lo riporto qua sotto, assieme ad una veloce traduzione a seguire:
"He asked for my logs ...then he asked us both to sign a non-disclosure agreement saying this was classified information – we were not to release this to anybody, and that was it." – SAC Launch Controller.
"One older officer discussed with me what possibly could happen if there was a revelation. He was talking about being erased and I said, ‘Man, what do you mean erased?’ And he said, ‘Yes, you will be erased–disappear.’ ... Those threats have been made and carried out." – Army Brigadier General.
"And he told me, ‘If we just took you out in the jungle, they would never find you out there....if you tell anybody, you will just come up missing....We will do you and your whole goddamn family.’" – Marine.
Traduzione:
"Domandò dei miei appunti ...poi chiese ad entrambi di firmare un patto di non-divulgazione dicendo che si trattava di informazioni classificate - non dovevamo rilasciarlo a nessuno, e questo era quanto". - SAC Launch Controller.
"Un impiegato anziano discusse con me cosa sarebbe potuto accadere se una qualsiasi rivelazione fosse trapelata. Parlava di essere cancellato (erased) ed io dissi, 'Senti un po', ma cosa intendi per cancellato?' E lui replicò, 'Si, sarai cancellato-fatto scomparire'. - Brigadiere Generale dell'Esercito
"E mi disse, "se ti trasciniamo fuori in mezzo alla giungla, nessuno ti ritroverà mai più...se lo dici a qualcuno, ci sarà semplicemente una nuova persona scomparsa in più da cercare...lo faremo a te e a tutta la tua dannata famiglia". - Un Marines
martedì, febbraio 08, 2005
sabato, febbraio 05, 2005
La fine del Mondo?
Sembra in soldoni che stia arrivando la fine del Mondo.
Voglio dire, hai un amico che conosci da sempre che è stato appena avvicinato da misteriose forze di un potere occulto, gente senza scrupoli che ti "persuade" a fare quello che dicono loro...ti senti sorvegliato anche tu in qualche modo!!!
La mente lavora a mille in casi come questi, e non è solo paura quello di cui voglio parlare, ma è anche avere in un certo modo gli occhi puntati su quello che realmente succede nel mondo, che stranamente si svela nei momenti più impensati, era stranamente una visione più oggettiva della realtà quello che stavo sperimentando.
Sembrava proprio la fine del Mondo, come l'avevo sempre conosciuto.
martedì, gennaio 25, 2005
Parentesi pt. 3a - l'Orlo...
Più che un orlo era un muro, ma anche un pozzo completamente inaspettato sul suo cammino, un pozzo di cui non si vedeva il fondo.
B. ricevette una strana mail. Minacce.
Strano. Ne parlò con un suo amico che vedeva quotidianamente, il quale si mostrava interessato ai suoi studi, senza però capirne a fondo il linguaggio. Il tutto infatti sembrava uscito da un film di fantascienza, o roba del genere, ma andiamo avanti...
B se ne stava andando a dare un esame, e a qualche metro dall'entrata della Facoltà, una macchina nera gli si affiancò.
B. pensò di fermarsi credendo che il guidatore della bella macchina, dopo aver esitato un po' in quell'incrocio trafficato, se la sarebbe sbrigata velocemente nel girare e ripartire.
Con sua sorpresa il finestrino del guidatore si abbassò, e il tipo, straniero, invece di chiedere informazioni su dove e come raggiungere una qualsivoglia destinazione, disse a grandi linee: "falla finita o saremo costretti ad eliminarti".
Che pasticcio! Da come erano vestiti sembravano proprio dei Men in Black, ma non i simpaticoni visti al cinema nell'omonima serie.
Parentesi pt. 2a
B. era quantomai preso dal suo cercare e ricercare, e l'impegno nell'applicazione portava con sé meraviglie inaspettate, idee trascritte che una volta rilette sembrava incredibile che fossero state concepite e scritte da lui stesso.
Diceva di essere sull'orlo di qualcosa di veramente interessante, e che gli si stava aprendo dinnanzi uno spiraglio che lo avrebbe portato a fondere assieme molte teorie, per trovarne una nuova che le avrebbe superate tutte.
In effetti la cosa che più si avvicinava a descrivere questo suo 'presentimento', era che effettivamente un punto di svolta era vicino.
domenica, gennaio 23, 2005
Parentesi
Studiare matematica teorica è dura, ma è quasi un divertimento per una mente affilata come quella di B., che ha la possibilità di cercare il punto dove numeri e letteratura si intersecano fino a fondersi, appagandolo di nuove risposte a domande rimaste in sospeso durante i suoi studi da adolescente.
B. è affascinato dagli scritti di Einstein, e da una miriade di altri divulgatori di scienza, e non c'è frase che possa descrivere la sua gioia nel constatare che, oltre a pagine di formule, queste menti celebri contribuivano e contribuiscono a produrre saggi letterari di enorme spessore.
Passando da teoremi a trattati, ad un certo punto B. si scontra con il mistero dei misteri, grande quanto quello della vita stessa, ma forse un po' più abbordabile in termini di complessità: quello del 'tempo'.
Gli studi proseguono e ai testi universitari consigliati vi si aggiungono scaffali di libri di approfondimento. B. scava a fondo percorrendo percorsi trasversali, tenendo sempre fermo il dito sul tema principale della sua personale ricerca. Oltre alle abbondanti letture, il grosso del lavoro viene sbrogliato su i quaderni di appunti, grazie ad un impegno costante e a doti intuitive fuori dal comune. Insieme, conoscenza e creatività fanno scintille.
Ed ecco come ad esempio riusciva anche a trovare delle falle tra le citazioni di uno dei suoi maggiori ispiratori. La frase di Einstein: "L'immaginazione è più importante della conoscenza" gli stava stretta.
Probabilmente il paragone del celebre scienziato tra 'immaginazione' e 'conoscenza' , non implica il fatto che l'immaginazione non ha bisogno della conoscenza. Forse, visti e conosciuti i suoi contributi alla scienza, E. con questa frase voleva dirci che la conoscenza è sterile se non c'è immaginazione, forse meglio intesa come atto creativo.
Probabilmente, la stessa frase ribaltata avrebbe avuto più senso, la conoscenza sarebbe stata confermata come cosa più importante, nulla togliendo all'importanza dell'immaginazione, visto che il "più importante che" non pregiudica l'importanza del secondo termine di paragone, e confermando la conoscenza come motore primo dell'Universo, indipendentemente dall'immaginazione. Ma sembra esserci ancora una certa confusione nella terminologia usata...
Intendeva forse E. entrare nei panni di Dio, il quale avendo già la conoscenza tutta aveva e ha un necessario bisogno di "immaginazione" per imprimere movimento al 'tutto'?
Oppure immaginazione e conoscenza devono andare necessariamente di pari passo. Immaginazione e conoscenza insieme sono la definizione stessa di creatività, anche se tutto dipende da chi e come queste vengano poi utilizzate.
...difficile dire se B. aveva visto giusto o se le sue considerazioni fossero solo il riflesso della troppa importanza che egli dava ai suoi pensieri.
E' importante cogliere la differenza tra immaginazione e creatività, e la conoscenza poi, è un termine sempre a rischio per noi, bisognerebbe saper distinguere il vero dal falso in assoluto, almeno limitatamente alla nostra percezione della realtà oggettiva, il che implica un osservatore tremendamente attento alla realtà che lo circonda. Non è cosa semplice; il ritenerlo possibile richiede un'immensa forza di volontà.
giovedì, gennaio 20, 2005
Contatto!
Vado all'appuntamento, il ritrovo è a cassa di C., ha un piccolo negozio in zona centro, che è anche l'entrata per accedere all'abitazione.
Ci sono quelli che sembrano dei suoi conoscenti in negozio, e mentre C. sta finendo di montare un paio di PC, io gli vado incontro e mi presento. Il "mio" PC è bello che pronto, una manciata di secondi per trovare un cavo per l'alimentazione ed ecco che si accende.
La schermata iniziale visualizza un 374MHz.
"Ma...?"
C. "Si lo so, non avevo altro al momento, va bene lo stesso no?"
"...ma facciamo di sì, tanto più o meno..."
C. "E' un 300 o 350MHz overclockkato, adesso non mi ricordo bene..." - "Guarda ci ho messo Windows XP, gira bene con 256Mb di RAM, ha due dischi rigidi, il secondo è uno SCSI, è solo da un giga, ma è molto veloce...guarda che grafica fluida, la scheda video è nuova!"
C. continua col pilota automatico, è così entusiasta del suo assemblaggio che continua a smanettare di fronte al monitor come se parlasse con uno che completamente digiuno di fondamenti di informatica, e non ha mai visto un PC girare prima d'ora...lo lascio fare per un po', poi spingo per concludere perché devo proprio tornare a casa.
Al momento di pagare il prezzo è un po' salito dal preventivo ottenuto per telefono, ma ho fretta, c'è gente che aspetta ed inoltre ho cambiato lavoro da un paio di mesi e ho il conto pieno di soldi per la 'buona uscita'. Non mi peserà affatto sborsare qualche Euro in più per un'amica che è sempre squattrinata, ma con assoluto bisogno di un PC per trovare lavoro, al più presto.
martedì, gennaio 18, 2005
Primi passi
Ho un po' da fare nel primo pomeriggio, prima di riattaccare al lavoro, e anche in tarda serata, come sempre, per la solita surfata nel virtuale specchio del mondo, il www.
Fuori la temperatura si alza di giorno in giorno, l'estate si avvicina, ma io posrto ancora una giacca pesante perché mi piace girare con più tasche possibili addosso; tra chiavi, portafoglio, tabacco, accendino, agenda, una penna, fazzoletti, foglietti vari e almeno un posto sempre libero per ogni necessità, un giornale, un libretto, un CD...dovrei andare in giro con una borsetta o meglio con un marsupio, ma sono sempre d'impiccio.
D'estate è una vera tragedia!
Ho dimenticato il cellulare. Squilla.
D. ha un amico di suo padre che monta e vende PC, la mia Ex ne sta cercando uno usato ed economico e quindi l'informazione cade proprio a fagiolo. D. mi fa da tramite, io spiego i dettagli della macchina a lei, e lei telefona a C. per vedere se la cosa è fattibile. Mi ci vorrà un mesetto per averla pronta, ma si può fare.
lunedì, gennaio 17, 2005
In cucina...
Ingredienti:
gr. 400 di bucatini gr. 150 di guanciale di maiale gr. 100 di polpa di pomodoro gr. 50 di pecorino romano ½ bicchiere d'olio d'oliva peperoncino sale pepe
...se ne sta quieta dentro un libro la mia ricetta, sullo scaffale vicino al frigorifero, ricordo di un pranzo fugace al ristorante, sbalordito dall'ottima cottura della pasta e dal sapore esplosivo, acceso da una mattinata faticosa e da un lavoro troppo insipido.
A dire il vero quelli che trovai sul mio piatto non erano proprio bucatini bucatini, quelli de Roma per intenderci, ma nient'altro che un surrogato industriale di quelli tradizionali, anche se di ottima fattura.
E poi non mi trovavo neanche a Roma, e quindi molto probabilmente la ricetta che mi dimenticai di chiedere al cuoco poteva pressappoco assomigliare a questa qui:
400g. di spaghetti, 1 cipolla, olio, 120g. di guanciale o pancetta di maiale, 1 spicchio d'aglio, 1 kg. di pomodori sbucciati (oppure una scatola di pelati di 500g.), zenzero rosso, 100g. di pecorino grattugiato.
...quella per gli spaghetti e non per i bucatini, e forse fu proprio lo zenzero rosso a stimolare il mio palato come mai alcun primo aveva fatto prima di allora, insieme ad un guanciale di prima qualità, che rendeva il tutto così saporito. E questo per sottolineare che c'è sempre una prima volta per tutti, il problema semmai è quello di non farsela sfuggire.
E sì, se ne sta lì la mia ricetta, "mia" perché ora è solo una memoria di un felice passato, per me e per il mio stomaco, che non digeriamo più niente del maiale.


